Nel mezzo del cammin … Passeggiata dantesca nel Parco archeologico del Colosseo

24 Marzo 2020

In occasione del primo Dantedì, 25 marzo 2020 – giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri che il Consiglio dei Ministri ha approvato su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini – il Parco archeologico del Colosseo partecipa alla giornata dedicata a Dante Alighieri accogliendo l’invito del MIBACT a condividere con #Dantedì e #IoleggoDante un percorso dantesco all’interno del patrimonio del PArCo.

A partire dalle ore 12.00, orario in cui siamo tutti chiamati a leggere Dante e a riscoprire i versi della Commedia, sul sito web www.parcocolosseo.it e sugli account social Facebook, Instagram, Twitter e Youtube @parcocolosseo sarà possibile ripercorrere la storia del PArCo attraverso le terzine dantesche che hanno narrato alcune delle vicende della storia di Roma, dalle origini alla fine dell’impero.

Foro Romano, Palatino e Fori imperiali conservano oggi le testimonianze tangibili e monumentali dell’esistenza di personaggi storici a cui Dante ha dato voce nelle cantiche della Divina Commedia, assieme alle divinità pagane venerate nei templi dell’area archeologica centrale. Il pubblico verrà guidato a riscoprire, leggendo le terzine dantesche, le vicende di Enea e del Palladio, il pastore Caco, l’evoluzione del potere attraverso Cesare, il princeps Augusto e Giustiniano, l’umiltà di Traiano davanti a una vedova, fino ad arrivare all’essenza della fede e alla figura di San Pietro, e alle tante divinità tutelari che da sempre hanno popolato il Pantheon romano.

Ad accompagnare il pubblico ci saranno le voci narranti di attori che hanno generosamente dato la loro disponibilità a prendere parte all’iniziativa, ideata e curata dalle funzionarie archeologhe Elisa Cella e Federica Rinaldi. Ad aprire la maratona sarà la voce di Massimo Ghini, seguito da Giuseppe Cederna, Rosa Diletta Rossi e Giandomenico Cupaiuolo, che accompagneranno per tutto il giorno il pubblico, portandolo a riconoscere i luoghi del PArCo attraverso le parole del sommo poeta di Firenze.

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