Museo del Colosseo

Montacarichi e piattaforme, ovvero la macchina dello spettacolo

Nei sotterranei si svolgevano i preparativi per gli spettacoli e tutto l’apparato tecnico, invisibile al pubblico, era coperto dal piano dell’arena in cui si aprivano botole per far emergere a sorpresa uomini, animali e scenografie.

Costruiti in legno per l’inaugurazione dell’80 d.C., i sotterranei furono trasformati da Domiziano in murature stabili. Si estendevano per circa mezzo ettaro: 14 corridoi erano posti ai lati del grande corridoio centrale; di questi 6 erano rettilinei, 2 semiellittici e 6 curvilinei.

Nelle varie fasi di vita del Colosseo e comunque fino all’ultimo spettacolo documentato nel 523 d.C., nei sotterranei furono installati a più riprese montacarichi, piattaforme e ascensori che permettevano la comunicazione, attraverso botole e piattaforme mobili, con il piano dell’arena, superando un dislivello di circa 6 metri.

Nella fase di età flavia sono documentati 28 argani per il sollevamento di altrettanti montacarichi, posizionati lungo il corridoio curvilineo B, utilizzati per il sollevamento di animali entro gabbie: per azionare simultaneamente i montacarichi erano necessarie 224 persone. Nel corridoio centrale, invece, 20 piattaforme mobili sollevavano gli scenari usati per le cacce e le condanne a morte.

In epoca successiva e comunque a partire dall’età dei Severi, il sistema presente nel corridoio B venne dismesso e al suo posto fu installato un nuovo impianto nei corridoi rettilinei, costituito da 60 “piccoli ascensori” utili al sollevamento sia di uomini che animali.