Giornata Nazionale degli alberi – 21 novembre 2021

INCONTRIAMO GLI ALBERI CENTENARI DEL PARCO ARCHEOLOGICO DEL COLOSSEO

Gli alberi centenari trasmettono emotivamente agli uomini, con la loro grandezza e longevità, la sacralità della rigenerazione.  Sono un microcosmo che affonda le radici nella terra mentre i rami, per usare le parole di Plinio il Vecchio, autore romano del I sec.d.C., “aggiungono ombra al cielo”. Ancora Plinio il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, richiama l’attenzione sugli effetti di deformazione ambientale implicati dal lavoro umano e sui vincoli che sarebbero stati auspicabili porre a tale attività. Un suggerimento che venti secoli dopo risulta drammaticamente attuale.

Ne facciamo tesoro: il Parco archeologico del Colosseo ha, tra i suoi obiettivi, oltre la tutela del valore culturale, storico e naturalistico dei Beni affidatagli, anche l’etica ambientale. Gli alberi portano fiori e frutti, doni di fertilità cosmica. La loro presenza è a salvaguardia del nostro benessere, la loro perdita un evento nefasto per gli uomini: la deforestazione è al terzo posto tra le cause dei cambiamenti climatici, dopo le combustioni di carbone e petrolio; l’importante funzione di rigenerazione dell’ossigeno nell’atmosfera è svolta dagli alberi e solo in parte dalle piante annuali, dai cespugli e dalle alghe marine.

La Giornata Nazionale degli Alberi dal 2011, con la legge n.10 dell’allora Ministero dell’Ambiente, viene celebrata ogni 21 novembre con l’intento di promuovere le politiche di riduzione delle emissioni, la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero e la vivibilità degli insediamenti urbani.

 

 

 

Nel corso del 2020 il PArCo si è adoperato per la sistemazione di una barriera antismog lungo le pendici del Palatino. Quest’anno invece, il PArCo intende promuovere l’azione di custodia e valorizzazione del grande patrimonio arboreo conservato al suo interno che racchiude anche 148 alberi che hanno più di cento anni, sono i Patriarchi, testimoni silenziosi dei grandi cambiamenti avvenuti nell’area archeologica: scavi di ricerca scientifica e nuove sistemazioni a verde che hanno creato il paesaggio attuale del Parco. La maggior parte delle alberature storiche presenti è stata impiantata tra la fine del’800 e l’inizio del ‘900.

Facendo seguito all’Art. 7 della Legge n. 10/13 che recita le “Disposizione per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”, il PArCo ha censito tutte le alberature secolari al suo interno e ha prodotto, tra le tavole tematiche, quella della vetustà in cui sono indicate le alberature più longeve e l’anno di impianto.

Oltre alla realizzazione della tavola tematica, si è proceduto alla realizzazione di cartellini, studiati appositamente dal Parco, contenenti le informazioni generali dei singoli alberi apposti sui tronchi di tutte le alberature vetuste, in modo da renderne più immediata l’identificazione.

I cartellini sono stati agganciati al tronco dei singoli alberi mediante un filo di alluminio a molla in modo da non creare traumi allo strato superficiale della corteccia.

Sono stati individuati tre percorsi di diversa lunghezza che saranno il filo di Arianna che condurrà alla scoperta dei grandi Patriarchi.