PArCo Green

Il “suono dell’acqua” e il progetto di rifunzionalizzazione delle fontane antiche

Il tempo scorre incessantemente come l’acqua” “Instar aquae tempus”: questo il titolo per l’inaugurazione dell’installazione che ha recuperato la funzione idraulica della “Fontana a pelte”, riportando l’acqua nella fontana imperiale collocata al piano inferiore della Domus Augustana. L’acqua è stata inserita in un’installazione in acciaio, totalmente removibile, con una camera d’aria di rispetto in modo di tutelare il manufatto archeologico su cui non è stato operato alcun tipo di intervento o alterazione. L’impianto idraulico per il funzionamento degli schizzi e giochi d’acqua è completamente a ricircolo; è stato alloggiato all’interno, nel canale ipogeo scavato nel tufo nell’antichità, per movimentare proprio i flussi di adduzione e smaltimento della fontana e dei ninfei presenti nel peristilio inferiore della Domus Augustana.
Questo restauro rientra nel percorso di recupero e rifunzionalizzazione delle fontane antiche e rinascimentali ancora presenti nel Parco archeologico del Colosseo: dall’antichissima Fonte di Giuturna, legata al mito dei Dioscuri Castore e Polluce, che lì abbeverarono i loro cavalli dopo la prima vittoriosa battaglia romana sul lago Regillo, alle molte fontane del periodo imperiale, fino ad arrivare a quelle rinascimentali negli Horti Farnesiani, fastose e suggestive ad imitazione delle grotte popolate dai geni e dalle ninfe delle acque. In particolare il progetto ha già coinvolto il “Ninfeo degli Specchi” agli Horti Farnesiani, così chiamato per la presenza di statue di satiri che tenevano in mano degli specchi, nei secoli distrutto ed interrato e riportato alla luce nel 1914 da Giacomo Boni.
Anche qui il principio cardine della progettazione è stato il rispetto del manufatto storico e la messa in opera di un sistema idraulico per il ricircolo totale dell’acqua, evitando il dispendio di un bene così prezioso: gli zampilli che fuoriescono da una corona di tubi adagiati sulla sommità, a ricreare la sottile pioggia d’acqua che cadeva dalla perduta copertura, vengono raccolti nell’invaso in acciaio corten della fontana e da qui rimessi costantemente in circolo.
I progetti di restauro delle fontane del Parco sono l’eco, forse la più suggestiva, dell’attenzione e dello studio verso sistemi sempre più attenti per attuare il risparmio e l’utilizzo virtuoso del bene acqua, elemento prezioso e sacro fin dall’antichità, portatrice di vita, bene primario dell’umanità. Il recupero dell’acqua piovana, insieme a quello dell’acqua delle varie fontanelle che offrono ai fruitori del Parco la buona acqua di Roma, si inseriscono a pieno titolo nell’ambito degli obiettivi del Parco Green.